Contribuisce al normale funzionamento
del sistema nervoso.

Confezione da 60 capsule,
per un mese di utilizzo.

Memoria e funzioni cognitive

Euvitase Memory è un integratore alimentare in capsule che migliora la memoria e le funzioni cognitive.

Euvitase Memory contiene glutatione, il più importante antiossidante del nostro organismo.
La presenza di N-Acetilcisteina favorisce la sintesi endogena del glutatione.

Recenti studi sperimentali e clinici hanno dimostrato come il glutatione sia carente a livello del sistema nervoso centrale nelle fasi inziali e avanzate di stati neurodegenerativi e come il suo livello diminuisca con l’avanzare dell’età.

Bacopa monnieri supporta la memoria e le funzioni cognitive, il rilassamento e il benessere mentale.

Le Vitamine B6 e B12 contribuiscono al normale funzionamento del sistema nervoso e alla normale funzione psicologica.

Gli effetti fisiologici dei principi attivi contenuti in Euvitase Memory sono descritti in una vasta letteratura scientifica su studi sperimentali e clinici indipendenti.

Contribuisce al normale funzionamento
del sistema nervoso.

Confezione da 60 capsule,
per un mese di utilizzo.

Memoria e funzioni cognitive

Euvitase Memory è un integratore alimentare in capsule che migliora la memoria e le funzioni cognitive.

Euvitase Memory contiene glutatione, il più importante antiossidante del nostro organismo.
La presenza di N-Acetilcisteina favorisce la sintesi endogena del glutatione.

Recenti studi sperimentali e clinici hanno dimostrato come il glutatione sia carente a livello del sistema nervoso centrale nelle fasi inziali e avanzate di stati neurodegenerativi e come il suo livello diminuisca con l’avanzare dell’età.

Bacopa monnieri supporta la memoria e le funzioni cognitive, il rilassamento e il benessere mentale.

Le Vitamine B6 e B12 contribuiscono al normale funzionamento del sistema nervoso e alla normale funzione psicologica.

Gli effetti fisiologici dei principi attivi contenuti in Euvitase Memory sono descritti in una vasta letteratura scientifica su studi sperimentali e clinici indipendenti.

Ingredienti

Bacopa monnieri è una piantina con foglie spesse e carnose, dai piccoli fiorellini bianchi che sbocciano tra aprile e settembre. Essa agisce su diversi aspetti a livello cerebrale come agente neuroprotettivo: studi clinici ne indicano l’efficacia in alcuni disturbi cognitivi e dell’umore (ansia, problemi di attenzione, depressione, epilessia, ecc.), in particolare nei confronti della memoria e delle capacità cognitive.

L’oleuropeina è il principale polifenolo presente nelle foglie e nei frutti dell’olivo; essa si ritrova in minori quantità anche nell’olio di oliva, sia nella forma di glicoside che nella forma non glicata. I risultati di recenti studi scientifici suggeriscono che l’assunzione di oleuropeina possa podurre effetti benefici nei confronti di alterazioni metaboliche associate ad iperglicemia e possa contrastare l’effetto neurotossico da parte di aggregati di beta-Amiloide, la proteina che si ritrova in eccesso nell’encefalo di pazienti con malattia di Alzheimer. I meccanismi molecolari con cui questa sostanza ed i suoi metaboliti esplicano tali effetti sono anche alla base delle virtù nutrizionistiche comunemente associate alla cosiddetta dieta mediterranea.

La N-Acetilcisteina è un derivato ad alta assimibilità dell’aminoacido L-Cisteina. E’ un importante agente riducente, noto quindi soprattutto per le spiccate proprietà antiossidanti. Oltre alla capacità di rigenerare il Glutatione, la N-Acetilcisteina si è dimostrata efficace anche come agente antiapoptotico.

Quest’ultima attività è risultata particolarmente preziosa a livello pancreatico, salvaguardando numero e funzionalità delle cellule Beta, e a livello nervoso, preservando la vitalità delle cellule nervose (neuroni). E’ quindi un potente antiossidante, usato nelle patologie età-correlate come quelle del sistema nervoso centrale (es. demenza senile e neurodegenerazione).

Il glutatione è il più potente antiossidante del nostro organismo. Con l'avanzare dell'età i livelli di glutatione diminuiscono a causa dello stress ossidativo derivante dallo stile di vita moderno per questo è importante reintegrare questo tripeptide.

La Vitamina E ha proprietà antiossidanti, combatte i radicali liberi e favorisce il rinnovamento cellulare. Protegge l’organismo dai danni dell’inquinamento e del fumo di sigaretta. Le sue proprietà la rendono un importante strumento di prevenzione nei confronti delle neoplasie. In generale, la carenza di Vitamina E può essere un fattore favorente l’insorgenza di disturbi del sistema nervoso e alterazioni del metabolismo generale. Questa sostanza essenziale è anche implicata nel processo di aggregazione delle piastrine e quindi riveste un ruolo importante anche in relazione alle patologie degenerative su basi trombotiche.

Comunemente si ritiene che la Vitamina D3 sia attiva prevalentemente sul metabolismo delle ossa. Tuttavia è ormai ampiamente dimostrato come la Vitamina D3 sia indispensabile per la salute di tutti gli apparati dell’organismo umano ed è stato dimostrato che esiste un legame fra bassi livelli di Vitamina D3 nel sangue e i disordini glicemici, il rischio cardiovascolare, la suscettibilità alle malattie autoimmuni, l’infiammazione cronica e le malattie tumorali. Recentemente, una crescente attenzione scientifica è stata rivolta all’associazione esistente fra Vitamina D3 e malattie del sistema nervoso centrale e si ritiene che livelli bassi di Vitamina D3 nel sangue rappresentino un importante fattore di rischio per lo sviluppo di patologie neurodegenerative

La Vitamina B6 gioca un ruolo critico in diversi processi metabolici nelle fasi di crescita, sviluppo cognitivo, depressione, funzione immunitaria, stress, attività degli ormoni steroidei. La vitamina B6 interviene in moltissimi processi tra i quali il metabolismo degli aminoacidi, gluconeogenesi e la sintesi dei neurotrasmettitori. Recenti studi hanno evidenziato che una carenza di Vitamina B6 può impattare negativamente su varie funzioni neuronali.

La Vitamina B12, oltre a promuovere l’emopoiesi, esercita una funzione essenziale per il nostro sistema nervoso essendo responsabile della formazione della mielina. Con l’invecchiamento la mielina tende ad assottigliarsi e ciò può alterare la conduzione dell’impulso nervoso e le funzioni cognitive. La carenza di Vitamina B12 è comune negli ultra- sessantenni per cause legate a malassorbimento, così come nei vegani poiché le fonti comuni di Vitamina B12 sono di origine animale. Un deficit della Vitamina B12 può causare un aumento di omocisteina, che a sua volta appare essere correlato con il declino delle facoltà mentali, in particolare della memoria. D’altra parte, non vi sono evidenze che l’integrazione alimentare con la sola Vitamina B12 migliori la memoria in persone con stati di neurodegenerazione.

Ingredienti

Bacopa monnieri è una piantina con foglie spesse e carnose, dai piccoli fiorellini bianchi che sbocciano tra aprile e settembre. Essa agisce su diversi aspetti a livello cerebrale come agente neuroprotettivo: studi clinici ne indicano l’efficacia in alcuni disturbi cognitivi e dell’umore (ansia, problemi di attenzione, depressione, epilessia, ecc.), in particolare nei confronti della memoria e delle capacità cognitive.

L’oleuropeina è il principale polifenolo presente nelle foglie e nei frutti dell’olivo; essa si ritrova in minori quantità anche nell’olio di oliva, sia nella forma di glicoside che nella forma non glicata. I risultati di recenti studi scientifici suggeriscono che l’assunzione di oleuropeina possa podurre effetti benefici nei confronti di alterazioni metaboliche associate ad iperglicemia e possa contrastare l’effetto neurotossico da parte di aggregati di beta-Amiloide, la proteina che si ritrova in eccesso nell’encefalo di pazienti con malattia di Alzheimer. I meccanismi molecolari con cui questa sostanza ed i suoi metaboliti esplicano tali effetti sono anche alla base delle virtù nutrizionistiche comunemente associate alla cosiddetta dieta mediterranea.

La N-Acetilcisteina è un derivato ad alta assimibilità dell’aminoacido L-Cisteina. E’ un importante agente riducente, noto quindi soprattutto per le spiccate proprietà antiossidanti. Oltre alla capacità di rigenerare il Glutatione, la N-Acetilcisteina si è dimostrata efficace anche come agente antiapoptotico.

Quest’ultima attività è risultata particolarmente preziosa a livello pancreatico, salvaguardando numero e funzionalità delle cellule Beta, e a livello nervoso, preservando la vitalità delle cellule nervose (neuroni). E’ quindi un potente antiossidante, usato nelle patologie età-correlate come quelle del sistema nervoso centrale (es. demenza senile e neurodegenerazione).

Il glutatione è il più potente antiossidante del nostro organismo. Con l’avanzare dell’età i livelli di glutatione diminuiscono a causa dello stress ossidativo derivante dallo stile di vita moderno per questo è importante reintegrare questo tripeptide.

La Vitamina E ha proprietà antiossidanti, combatte i radicali liberi e favorisce il rinnovamento cellulare. Protegge l’organismo dai danni dell’inquinamento e del fumo di sigaretta. Le sue proprietà la rendono un importante strumento di prevenzione nei confronti delle neoplasie. In generale, la carenza di Vitamina E può essere un fattore favorente l’insorgenza di disturbi del sistema nervoso e alterazioni del metabolismo generale. Questa sostanza essenziale è anche implicata nel processo di aggregazione delle piastrine e quindi riveste un ruolo importante anche in relazione alle patologie degenerative su basi trombotiche.

Comunemente si ritiene che la Vitamina D3 sia attiva prevalentemente sul metabolismo delle ossa. Tuttavia è ormai ampiamente dimostrato come la Vitamina D3 sia indispensabile per la salute di tutti gli apparati dell’organismo umano ed è stato dimostrato che esiste un legame fra bassi livelli di Vitamina D3 nel sangue e i disordini glicemici, il rischio cardiovascolare, la suscettibilità alle malattie autoimmuni, l’infiammazione cronica e le malattie tumorali. Recentemente, una crescente attenzione scientifica è stata rivolta all’associazione esistente fra Vitamina D3 e malattie del sistema nervoso centrale e si ritiene che livelli bassi di Vitamina D3 nel sangue rappresentino un importante fattore di rischio per lo sviluppo di patologie neurodegenerative

La Vitamina B6 gioca un ruolo critico in diversi processi metabolici nelle fasi di crescita, sviluppo cognitivo, depressione, funzione immunitaria, stress, attività degli ormoni steroidei. La vitamina B6 interviene in moltissimi processi tra i quali il metabolismo degli aminoacidi, gluconeogenesi e la sintesi dei neurotrasmettitori. Recenti studi hanno evidenziato che una carenza di Vitamina B6 può impattare negativamente su varie funzioni neuronali.

La Vitamina B12, oltre a promuovere l’emopoiesi, esercita una funzione essenziale per il nostro sistema nervoso essendo responsabile della formazione della mielina. Con l’invecchiamento la mielina tende ad assottigliarsi e ciò può alterare la conduzione dell’impulso nervoso e le funzioni cognitive. La carenza di Vitamina B12 è comune negli ultra- sessantenni per cause legate a malassorbimento, così come nei vegani poiché le fonti comuni di Vitamina B12 sono di origine animale. Un deficit della Vitamina B12 può causare un aumento di omocisteina, che a sua volta appare essere correlato con il declino delle facoltà mentali, in particolare della memoria. D’altra parte, non vi sono evidenze che l’integrazione alimentare con la sola Vitamina B12 migliori la memoria in persone con stati di neurodegenerazione.

Indicazioni


Funzione del sistema nervoso

Memoria e funzioni cognitive

Rilassamento e benessere mentale

Modo d'uso


Assumere due capsule al giorno,
preferibilmente in concomitanza dei pasti.
Si consiglia di non superare
la dose giornaliera raccomandata.

60 capsule
di origine vegetale.

Tabella sostanze nutritive


Bacopa E.S
200 mg


Olivattina E.S.
160 mg


N-acetylCisteina
120 mg


GSH
100 mg


Vitamina E
20 mg
VNR - 167%

Vitamina D3
8 mg
VNR - 160%

Vitamina B6
2 mg
VNR - 143%

Vitamina B12
6 mg
VNR - 240%

Tabella sostanze nutritive


Bacopa E.S
200 mg


Olivattina E.S.
160 mg


N-acetylCisteina
120 mg


GSH
100 mg


Vitamina E
20 mg
VNR - 167%

Vitamina D3
8 mg
VNR - 160%

Vitamina B6
2 mg
VNR - 143%

Vitamina B12
6 mg
VNR - 240%

Avvertenze

  • Non superare le dosi consigliate.
  • Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e devono essere utilizzati nell’ambito di uno stile di vita sano.
  • Il prodotto deve essere tenuto fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni di età.

Studio clinico:

Risultati promettenti di uno studio clinico pilota
in pazienti con deficit cognitivo.

Quasi tutti gli studi clinici per la cura delle neurodegenerazioni hanno prodotto risultati sostanzialmente negativi negli ultimi venti anni. Queste terapie includono antiossidanti, statine, farmaci antinfiammatori non steroidei, anticorpi monoclonali, estrogeni e fattori di crescita nervosa.

Numerosi studi sui biomarcatori dell’AD hanno dimostrato che la patologia si sviluppa decenni prima della comparsa dei sintomi, suggerendo l’utilità di trattamenti preventivi volti a ostacolare o ritardare l’insorgenza della malattia. Queste, ed altre evidenze scientifiche indicano l’utilità di regimi alimentari sani e ricchi di antiossidanti per ridurre i fattori di rischio di declino cognitivo*.

Studio osservazionale

E’ stato condotto uno studio clinico osservazionale in pazienti affetti da deficit cognitivo lieve (MCI, mild cognitive impairment), una condizione caratteristica della malattia di Alzheimer in fase iniziale. I risultati sono stati pubblicati nel 2021 su Alzheimer’s & Dementia: Translational Research & Clinical Interventions, rivista scientifica dell’Alzheimer’s Association USA.

Studi recenti hanno evidenziato il ruolo dei polifenoli dell’olivo nell’interrompere la struttura ordinata delle protofibrille Beta-Amiloide altamente citotossiche e l’efficacia di una forma biodisponibile del glutatione per contrastare lo stress ossidativo neuronale che colpisce specifiche regioni del cervello nelle prime fasi della patogenesi dell’AD. In questo studio pilota, oleuropeina (OLE) e S-acetil glutatione (SAG) presenti nella formulazione di Euvitase Memory sono state somministrate a 18 pazienti con diagnosi di probabile AD secondo i criteri dell’International Working Group-2. I parametri neuro-cognitivi misurati sono risultati stabilizzati o migliorati a seguito del trattamento in tutti i pazienti, molto probabilmente per l’effetto sinergico indotto dalle due molecole a livello cerebrale.

Sulla base dei risultati di precedenti studi preclinici, è stato condotto uno studio clinico osservazionale in cui 18 pazienti con diagnosi di AD lieve hanno assunto Euvitase Memory (OLE in associazione con SAG) per verificare la possibile protezione contro il deterioramento cognitivo. Gli effetti sono stati valutai mediante un set completo di test cognitivi, comportamentali e amnesici. 14 Indicatori di prestazioni mnestiche e cognitive ampiamente utilizzati in neurologia sono stati inclusi nello studio (Tabella 1).

Tabella 1: Parametri dello studio

Categoria Indicatore
Deterioramento cognitivo:
MMSE: Mini Mental State Examination
CDT: Clock Drawing Test
Memoria:
RAVLT RI: Rey Auditory Verbal Learning Test – RI
RAVLT RD: Rey Auditory Verbal Learning Test – RD
RCF RI: Rey Complex Figure – RI
Abilità visive-spaziali
RCF C: Rey Complex Figure – Copy
Attenzione
MA: Attentive Matrix
Linguaggio e discorso:
AAT: Aachener Aphasie Test
Funzioni esecutive:
FAB: Frontal Assessment Battery
STEP: Estimation of Time and Weights Test
FVS: Test di Fluidità verbale semantica
FVF: Test di Fluidità verbale fonologica
Disturbi comportamentali:
NPI: Neuropsychiatric Inventory –
AES: Apathy Evaluation Scale

Risultati

I risultati dello studio sono molto incoraggianti (Tabella II). L’effetto del trattamento è statisticamente significativo su tutte le 14 variabili e 11 di esse sono significative al livello dell’1%. Questi risultati appaiono sorprendentemente robusti, data la piccola dimensione del campione, poiché solo un elevato effetto terapeutico può spiegare tali risultati.

Tabella II: Paramenti dello studio: risultati

Nel complesso, il trattamento sembra essere in grado di diminuire con successo l’effetto della neurodegerazione in tutte le variabili di esito osservate. Questi effetti sono provvisoriamente attribuiti dagli autori a un effetto sinergico dei due composti attivi, derivato del GSH e Oleuropeina, della composizione nutraceutica Euvitase Memory utilizzata nello studio verso l’attività neurotossica delle protofibrille amiloidi e lo stress ossidativo neuronale, due segni distintivi nelle prime fasi di Patogenesi dell’AD.

Conclusione

Nonostante il carattere di “proof-of-concept ” di questo studio, i risultati indicano che il trattamento può risultare efficace in pazienti con MCA e AD lieve, oltreché costituire uno strumento preventivo assai utile per i soggetti a rischio di sviluppare demenza.

*Gli esperti di Innbiotec Pharma sono disponibili per chiarimenti o approfondimenti sul tema.

La patogenesi dell'Alzheimer

Introduzione

Il sistema nervoso centrale umano ad oggi è considerato l’oggetto più complesso conosciuto nell’universo. Con i suoi circa 100 miliardi di neuroni (la metà del numero di stelle della nostra Galassia), l’encefalo svolge attività straordinariamente sofisticate ed elaborate, come la memoria, la coordinazione motoria, l’elaborazione dei segnali generati dagli organi di senso, le funzioni cognitive superiori che presiedono all’interazione con l’ambiente esterno e all’elaborazione del pensiero.

Con l’avanzare dell’età, l’efficienza di questo formidabile sistema tende a diminuire, in alcuni casi fino a comprometterne funzioni essenziali.
Definizione

In età avanzata (più raramente in età giovanile) può manifestarsi demenza più o meno grave, causata da neurodegenerazione – frequentemente in forma di malattia di Alzheimer (AD) – con conseguente deterioramento della qualità di vita.

L’Alzheimer Association definisce la demenza come il termine generico utilizzato per descrivere un declino delle facoltà mentali sufficientemente grave da interferire con la vita quotidiana. La perdita di memoria è un esempio di questo declino. Il morbo di Alzheimer rappresenta la più comune tipologia di demenza.

L’Alzheimer è uno stato degenerativo del sistema nervoso che provoca problemi con la memoria, il pensare e il comportamento. Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza e rappresenta il 50-80% dei casi di demenza. Generalmente, i sintomi si sviluppano lentamente e peggiorano con il passare del tempo, diventando talmente gravi da interferire con le attività quotidiane.
La ricerca

Quasi tutti gli studi clinici per la cura delle neurodegenerazioni hanno prodotto risultati sostanzialmente negativi negli ultimi venti anni. Queste terapie includono antiossidanti, statine, farmaci antinfiammatori non steroidei, anticorpi monoclonali, estrogeni e fattori di crescita nervosa.

Numerosi studi sui biomarcatori dell’AD hanno dimostrato che la patologia si sviluppa decenni prima della comparsa dei sintomi, suggerendo l’utilità di trattamenti preventivi volti a ostacolare o ritardare l’insorgenza della malattia. Queste, ed altre evidenze scientifiche indicano l’utilità di regimi alimentari sani e ricchi di antiossidanti per ridurre i fattori di rischio di declino cognitivo.

Glutatione e Oleuropeina

Glutatione  e Oleuropeina, contenute in Euvitase Memory, sono due ingredienti i cui studi ne hanno dimostrato l’efficacia nei confronti delle alterazioni che sono alla base delle neuro-degenerazioni. In particolare, il Glutatione contrasta lo stress ossidativo, mentre l’ Oleuropeina interferisce con l’accumulo di Beta-Amiloide (la proteina in eccesso nell’encefalo di pazienti con AD) che ha dimostrato di svolgere un effetto protettivo contro il deterioramento cognitivo.

In una recente ricerca, questo polifenolo vegetale è stato in grado, in un campione di topi con Alzheimer di produrre un significativo miglioramento della funzione sinaptica, del carico della placca, della neurogenesi e della neuroinfiammazione, insieme a una stimolazione delle difese cellulari contro la neurodegenerazione indotta dalla placca e una notevole attivazione della autofagia, un processo neuronale fondamentale compromesso nella neurodegenerazione.

Inoltre, i livelli di glutatione, diminuiscono con l’età e in specifiche regioni del sistema nervoso centrale nei pazienti affetti da AD. Una sua supplementazione alimentare è perciò utile per compensare questa riduzione a livello del sistema nervoso centrale.

Studio osservazionale su EUVITASE MEMORY

Quasi tutti gli studi clinici per la cura delle neurodegenerazioni hanno prodotto risultati sostanzialmente negativi negli ultimi venti anni. Queste terapie includono antiossidanti, statine, farmaci antinfiammatori non steroidei, anticorpi monoclonali, estrogeni e fattori di crescita nervosa.

Numerosi studi sui biomarcatori dell’AD hanno dimostrato che la patologia si sviluppa decenni prima della comparsa dei sintomi, suggerendo l’utilità di trattamenti preventivi volti a ostacolare o ritardare l’insorgenza della malattia. Queste, ed altre evidenze scientifiche indicano l’utilità di regimi alimentari sani e ricchi di antiossidanti per ridurre i fattori di rischio di declino cognitivo.

*Gli esperti di Innbiotec Pharma sono disponibili per chiarimenti o approfondimenti sul tema.

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OLEUROPEINA

Gli effetti benefici dell’oleuropeina L’oleuropeina, è il principale polifenolo presente nelle foglie e nei frutti dell’olivo; essa si ritrova nell’olio extra vergine di oliva sia nella forma legata a una molecola di glucosio (glicata) che nella forma non glicata. Da tempo i polifenoli naturali hanno attratto crescente interesse per le loro proprietà benefiche nei confronti di numerose malattie, che vanno dal cancro alle patologie cardiovascolari, al diabete, alle malattie neurodegenerative e, più in generale, per la loro capacità di contrastare l’invecchiamento di cellule, tessuti e dell’intero organismo. Tali proprietà non sono limitate al loro noto potere antiossidante ma vanno ben oltre; gli studi più recenti hanno iniziato a dimostrare l’effettiva efficacia clinica sull’uomo della somministrazione di polifenoli e a svelare i meccanismi molecolari e cellulari con cui queste sostanze esplicano tali effetti e che sono alla base delle virtù nutrizionistiche comunemente associate alla così detta “Dieta Mediterranea”. 

I risultati dei trial clinici condotti, insieme ai dati epidemiologici e sperimentali disponibili supportano in modo consistente l’effetto di protezione che si associa all’assunzione giornaliera di oleuropeina attraverso l’uso di preparati nutraceutici consistenti in estratti di foglie di olivo arricchiti della sostanza. 

I dati forniti dalla ricerca scientifica sono particolarmente significativi per quanto riguarda gli effetti anti- neurodegenerativi e antidiabetici dell’oleuropeina. I primi sono stati riportati grazie a una serie di studi effettuati sia su cellule neuronali in coltura che su animali modello, in particolare topi geneticamente modificati al fine di mimare una situazione cerebrale simile a quella presente nel morbo di Alzheimer, la principale forma di demenza associata all’invecchiamento nell’uomo. In questi topi la somministrazione di oleuropeina con il normale pasto in dosi equivalenti a circa 200-°©‐300 mg nell’uomo ha effetti chiaramente benefici in termini di prestazioni cognitive, che si mantengono a livelli comparabili con quelli di topi normali della stessa età. A livello istopatologico e cellulare, tale effetto può essere ricondotto alla riduzione del carico di placche amiloidi (che caratterizzano la malattia) e della risposta infiammatoria e, parallelamente, a una forte stimolazione della risposta autofagica, che protegge la cellula contro la tossicità delle placche e ne stimola il riassorbimento. Questi effetti, che mostrano una chiara dose-°©‐dipendenza, sono simili a quelli prodotti da altri polifenoli (resveratrolo, curcumina, epigallocatechine) e possono, almeno in parte, essere ricondotti alla mobilizzazione del calcio dai depositi intracellulari con la conseguente attivazione di segnali che risultano nell’attivazione dell’autofagia. E’ stato inoltre dimostrato che l’oleuropeina può ridurre direttamente il carico di placche amiloidi favorendo una via che riduce la produzione del peptide precursore delle stesse. Inoltre, studi recenti su altri polifenoli dimostrano effetti di tipo epigenetico, consistenti nella modulazione dell’espressione di particolari set di geni in seguito a modificazioni chimiche reversibili della cromatina che non alterano il patrimonio genetico ma il modo in cui questo si esprime. Questi studi spiegano gli effetti antitumorali di tali polifenoli e, presumibilmente, anche quelli esercitati dall’oleuropeina, attraverso la regolazione dell’attività di enzimi coinvolti nelle modificazioni chimiche della cromatina.

 L’azione antidiabetica dell’oleuropeina è supportata da recenti trial clinici. Uno di questi ha mostrato che la somministrazione giornaliera di circa 50 mg del polifenolo per 12 settimane a un gruppo di soggetti di mezza età, sovrappeso e pertanto a rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2 ha ridotto la glicemia e migliorato sia la secrezione che la sensibilità all’insulina. Un altro studio condotto su soggetti umani con diabete di tipo 2 a cui erano somministrati 500 mg al giorno di oleuropeina per 14 settimane ha mostrato un significativo miglioramento dell’omeostasi del glucosio, con riduzione dell’emoglobina glicosilata e dei livelli di insulina a digiuno, mentre in ratti trattati con oleuropeina è stata notata una riduzione della digestione e dell’assorbimento dell’amido. Altri studi hanno dimostrato che in vitro l’oleuropeina impedisce l’aggregazione amiloide dell’amilina, un peptide secreto insieme all’insulina dalle cellule beta del pancreas, i cui aggregati sono ritenuti corresponsabili della sofferenza cellulare che si accompagna all’insorgenza del diabete di tipo 2. L’efficacia dell’oleuropeina nel contrastare sia l’insorgenza del diabete di tipo 2 che alcune delle sue conseguenze può essere inquadrato in un effetto più vasto di protezione nei confronti della sindrome metabolica. Infatti, altri studi hanno dimostrato che nei topi l’oleuropeina attenua la steatosi epatica e riduce l’obesità indotte da una dieta ricca di grassi. L’effetto anti-°©‐obesità e di modulazione dell’omeostasi del glucosio era stato precedentemente riportato anche per altri polifenoli vegetali. In conclusione, i dati scientifici disponibili supportano in modo convincente l’efficacia dell’assunzione giornaliera di dosi consistenti di oleuropeina ai fini della prevenzione di patologie legate all’invecchiamento quali la demenza senile e il cancro, o a dismetabolismi quali il diabete di tipo 2 e la sindrome metabolica. La costanza dell’assunzione quotidiana di dosi consistenti di oleuropeina attraverso la supplementazione, con prodotti nutraceutici, del normale contenuto della sostanza nell’alimentazione appare pertanto utile e raccomandabile al fine di prevenire e curare la sindrome metabolica e il diabete melliti di tipo 2, anche in considerazione dell’assenza di effetti collaterali legati all’assunzione di oleuropeina. 

Bibliografia 

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  • Casamenti F, Stefani M.  Olive polyphenols: new promising agents to combat aging-associated neurodegeneration.  Expert Rev Neurother. 2017 Apr;17(4):345-358.     
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  • Leri M, Nosi D, Natalello A, Porcari R, Ramazzotti M, Chiti F, Bellotti V, Doglia SM, Stefani M, Bucciantini M.  The polyphenol Oleuropein aglycone hinders the growth of toxic transthyretin amyloid assemblies.  J Nutr Biochem. 2016 Apr;30:153-66.     
  • Rigacci S, Miceli C, Nediani C, Berti A, Cascella R, Pantano D, Nardiello P, Luccarini I, Casamenti F, Stefani M.  Oleuropein aglycone induces autophagy via the AMPK/mTOR signalling pathway: a mechanistic insight.  Oncotarget. 2015 Nov 3;6(34):35344-57.     
  • Casamenti F, Grossi C, Rigacci S, Pantano D, Luccarini I, Stefani M.  Oleuropein Aglycone: A Possible Drug against Degenerative Conditions. In Vivo Evidence of its Effectiveness against Alzheimer’s Disease.  J Alzheimers Dis. 2015;45(3):679-88.     
  • Rigacci S, Stefani M.  Nutraceuticals and amyloid neurodegenerative diseases: a focus on natural phenols.  Expert Rev Neurother. 2015 Jan;15(1):41-52.     
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  • Grossi C, Ed Dami T, Rigacci S, Stefani M, Luccarini I, Casamenti F.  Employing Alzheimer disease animal models for translational research: focus on dietary components.  Neurodegener Dis. 2014;13(2-3):131-4.     
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Bacopa monnieri

Bacopa monnieri è una pianta erbacea nootropica che è stata utilizzata per la longevità e il miglioramento cognitivo. L’integrazione con suoi estratti può migliorare la memoria, soprattutto a breve termine, e apportare benefici per la salute mentale. Bacopa monnieri, comunemente noto come issopo d’acqua, è un’erba spesso usata nella medicina Ayurvedica. Viene assunta in diversi formati allo scopo di migliorare le funzioni cognitive, alleviare lo stress e favorire un miglioramento generale della vitalità. I bacosidi, le principali sostanze attive di Bacopa monnieri, interagiscono con i sistemi della dopamina e della serotonina, ma il meccanismo principale riguarda la comunicazione neuronale, stimolando la crescita dei dendriti neuronali. Bacopa monnieri esplica anche effetti antiossidanti.

I benefici della Bacopa monnieri  

Un miglioramento della memoria è il principale effetto noto della Bacopa. Sebbene gli effetti di questa natura siano solitamente studiati negli anziani, la Bacopa monnieri sembra essere efficace anche nei giovani. Alcune ricerche preliminari suggeriscono che può ridurre la secrezione di cortisolo e l’esaurimento di dopamina e serotonina durante lo stress cronico, Può avere effetti antidepressivi, ma occorrono ulteriori ricerche di conferma.

Effetti collaterali di Bacopa monnieri

L’assunzione di Bacopa monnieri a stomaco vuoto può causare nausea, crampi, gonfiore e diarrea. Poiché Bacopa monnieri può avere effetti ansiolitici (riduzione dell’ansia), è sconsigliabile la sua assunzione in combinazione con altri ansiolitici.

Biblografia 

CUCURBITA, E.S.

I semi di zucca (Cucurbita maxima) sono stati utilizzati nella medicina etnica e tradizionale come rimedio per i disturbi renali, della vescica e della prostata.L’olio di semi di zucca ha diversi composti fenolici come acido vanillico, vanillina, luteolina e acido sinapico. Il consumo di semi di zucca riduce i marcatori di infiammazione, aumenta la conta dei linfociti, migliora l’attività fagocitica e inibisce la progressione del fegato grasso in steatoepatite. 

Studi recenti hanno dimostrato come l’assunzione orale di estratto di Cucurbita riduce l’iperattività della vescica dei pazienti, prevenendo disturbi urinari e producendo un effetto sulla salute urinaria; inoltre riduce il rischio di calcolosi vescicale e renale.

L’estratto lipidico dei semi di Cucurbita maxima rallenta il progresso dell’ipertensione e diminuisce l’ipercolesterolemia a causa del contenuto di acidi grassi insaturi e fitosteroli. Inoltre, gli estratti dei semi di Cucurbita manifestano attività ipoglicemica, contribuendo alla prevenzione del diabete mellito.

Bibliografia

  • Effects of dietary milled seed mixture on fatty acid status and inflammatory markers in patients on Hemodialysis Sci. World J, 2014
  • Edible Seeds from Cucurbitaceae Family as Potential Functional Foods: Immense Promises, Few Concerns – Biomed Pharmacother, 2017
  • A Review on Pharmacological Activities and Utilization Technologies of Pumpkin – Plant Foods Hum Nutr, 2006
  • Nutrientes e propriedades funcionais em sementes de abóbora (Cucurbita maxima) submetidas a diferentes processamentos. Ciênc Tecnol Aliment 2010; (30): 185-190.

EPILOBIO

Epilobium angustifolium L. è una nota pianta medicinale tradizionalmente utilizzata nel trattamento di malattie urogenitali, disturbi dello stomaco e del fegato, problemi della pelle, ecc.  Gli estratti di E. angustifolium mostrano attività antiproliferative, citotossiche, antiossidanti, antinfiammatorie, immunomodulatorie e antimicrobiche.  La combinazione unica di proprietà biologiche dimostrata dai risultati di alcuni studi indica che i suoi estratti esplicano un effetto positivo nell’iperplasia prostatica benigna (IPB) e potenzialmente nella prevenzione del cancro alla prostata.

L’efficacia della fitoterapia con E. angustifolium è ancora scarsamente testata negli studi clinici, mentre numerosi effetti benefici degli estratti sulla funzionalità della prostata sono stati documentati nei test in vitro e in vivo.

Bibliografia

    • Products as Sources of New Drugsfrom 1981 to 2014. J Nat Prod 2016; 79(3): 629-661.2. 
    • Eastern/Central Medicinal Plants and Herbs.Houghton Miflin Company, Boston 2000; 411.
    • Analgesic properties of Epilobium angustifolium, evaluated by the hot platetest and the writhing test. Farmaco 2001; 56(5-7): 341-343.
    • Anti-inflammatory effects ofa substance extracted from Epilobium angustifolium. AgentsActions 1988; 23(1-2): 106-107.
    • Isolation of the antiphlogistic principle from Epilobium angustifolium. PlantaMed 1991;57(4): 357-360.
    • Anti-proliferative effect on a prostatic epithelial cell line (PZ-HPV-7) byEpilobium angustifolium L. Farmaco 2001; 56 (5-7): 483–489.
    • Extracts of various speciesof Epilobium inhibit proliferation of human prostate cells. J PharmPharmacol 2003; 55(5): 683–690.
    • Extracts from Epilobium sp.herbs induce apoptosis in human hormone-dependent prostatecancer cells by activating the mitochondrial pathway. J PharmPharmacol 2013; 65(7): 1044-1054.
    • Effects of catechin on the phenolic content and antioxidant properties oflow-fat cheese. Int J Food Sci Tech 2013; 48: 2448-2455.
    • Evaluation of theantioxidant properties and oxidative stability of Pecorino cheesemade from the raw milk of ewes fed Rosmarinus officinalis L.leaves. Int J Food Sci Tech 2015; 50: 558-565.
    • Assays for hydrophilic andlipophilic antioxidant capacity (oxygen radical absorbancecapacity (ORACFL) of plasma and other biological and foodsamples. J Agr Food Chem 2003; 51(11): 3273-3279.
    • Antioxidant capacity of cow milk, whey and deproteinized milk.Int Dairy J 2009; 19: 380–385.

 

  • In Vitro Protective Effectsof Lycium barbarum Berries Cultivated in Umbria (Italy) onHuman Hepatocellular Carcinoma Cells. Biomed Res Int. 2016;2016:7529521.

 

Cardo mariano 

L’utilizzo di Silybum marianum a scopo terapeutico di questa pianta è noto fin dall’antichità. Dal pericarpo dei frutti del cardo mariano si estrae la silimarina, una miscela di flavonolignani noti per le proprietà depurative e protettive sul fegato. 

Il cardo mariano viene utilizzato tradizionalmente nelle affezioni epatiche acute o croniche. Le ricerche indicano come questo estratto sia in grado di svolgere un’azione rigeneratrice nei confronti della cellula epatica e di contrastare gli effetti degli agenti epatotossici. Inoltre, è un efficace antiossidante.

Bibliografia

  • Efficacy of lifestyle changes in subjects with non-alcoholic liver steatosis and metabolic syndrome may be improved with an antioxidant nutraceutical: a controlled clinical study.  Drugs R. D. 2015 Mar;15(1):21-5.
  • Hepatoprotective herbal drug, silymarin from experimental pharmacology to clinical medicine. Indian J Med Res. 2006 Nov;124(5):491-504.

 

Silymarin as Supportive Treatment in Liver Diseases: A Narrative Review Adv Ther. 2020; 37(4): 1279–1301.

Tarassaco

Taraxacum officinale, noto anche come dente di leone, è un ortaggio che ha un uso tradizionale limitato nei paesi dell’Asia orientale. È usato in tutto il mondo per il suo effetto diuretico. 

Studi sugli animali e prove in vitro indicano che l’estratto di tarassaco esercita effetti benefici sulla salute umana, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per attribuire questi effetti ai singoli principi attivi

Ricerche nei roditori suggeriscono che il dente di leone può facilitare la digestione aumentando il transito del cibo tra lo stomaco e l’intestino tenue. L’estratto do radice di tarassaco può anche esercitare un effetto protettivo sul pancreas e manifestare proprietà antiallergeniche. 

Studi recenti indicano efficacia degli estratti di tarassaco nel conferire effetti protettivi nel fegato nei modelli murini di epatotossicità da alcol etilico, CCl4 e acetominofene secondari alle sue proprietà antiossidanti, poiché queste sostanze tossiche esercitano epatotossicità mediante meccanismi ossidativi. L’assunzione di estratto di tarassaco ai topi con una dieta ricca di grassi attenua la produzione di fegato grasso e infiammazione epatica e la successiva insulino-resistenza, attraverso la modulazione della proteina chinasi AMP-dipendente (AMPK) nel tessuto epatico.

Secondo altri studi l’ingestione orale di dente di leone appare conferire alcuni effetti protettivi nel fegato dei roditori; il meccanismo sembra essere dovuto alle proprietà antiossidanti dell’estratto di tarassaco.

Bibliografia

  • Mahesh A1, et al. Hepatocurative potential of sesquiterpene lactones of Taraxacum officinale on carbon tetrachloride induced liver toxicity in miceActa Biol Hung. (2010)
  • Davaatseren M1, et al. Taraxacum official (dandelion) leaf extract alleviates high-fat diet-induced nonalcoholic fatty liverFood Chem Toxicol. (2013)
  • Colle D1, et al. Antioxidant properties of Taraxacum officinale leaf extract are involved in the protective effect against hepatoxicity induced by acetaminophen in miceJ Med Food. (2012)
  • González-Castejón M1, et al. Reduction of adipogenesis and lipid accumulation by Taraxacum officinale (Dandelion) extracts in 3T3L1 adipocytes: an in vitro study. Phytother Res. (2014)

La curcumina

La curcumina – un pigmento giallo che si trova principalmente nella curcuma (Curcuma longa, Turmerinc in ingl., una pianta da fiore della famiglia dello zenzero meglio conosciuta come spezia utilizzata nel curry) – è un polifenolo con proprietà antinfiammatorie e la capacità di aumentare la quantità di antiossidanti prodotti dall’organismo.

La curcumina e i curcuminoidi presenti nella curcuma possono essere estratti per produrre integratori con efficacia più elevata rispetto alla curcuma. Tuttavia, la curcumina viene assorbita poco durante la digestione, quindi sono state create formulazioni diverse per migliorarne la biodisponibilità.

Principali benefici della curcumina

L’integrazione con curcumina riduce in modo affidabile i marcatori di infiammazione e aumenta i livelli di antiossidanti endogeni nel corpo. La ricerca disponibile supporta piccoli o moderati miglioramenti nei sintomi della depressione e dell’ansia e nel dolore e nella funzione nell’osteoartrite. Le ricerche sembrano indicare anche la sua efficacia anche nel ridurre colesterolo LDL, della glicemia e pressione sanguigna.

Principali svantaggi della curcumina

Uno dei maggiori svantaggi della curcumina è che è scarsamente assorbito quando ingerito per via orale da solo. Per quanto riguarda i potenziali effetti avversi, dosi fino a 8 grammi di curcuminoidi non sono state associate a gravi effetti avversi nell’uomo. Tuttavia, sono necessari studi a lungo termine che siano più completi nelle loro valutazioni. Gli studi che utilizzano alte dosi di curcumina hanno riportato alcuni lievi effetti avversi, tra cui nausea, diarrea, mal di testa, eruzioni cutanee.

Come funziona la curcumina?

I potenziali effetti benefici della curcumina sembrano essere principalmente il risultato delle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Queste proprietà sono mediate dall’interazione diretta o indiretta della curcumina con vari bersagli molecolari, inclusi fattori di trascrizione, enzimi, proteine del ciclo cellulare, recettori, molecole di adesione della superficie cellulare, fattori di crescita e protein-chinasi.